Come diminuire lo stress e rafforzare la risposta dell’organismo nei periodi più impegnativi
Nella vita si presentano, ciclicamente, periodi più impegnativi del solito. Ci sono fasi in cui gli impegni e le preoccupazioni si moltiplicano, richiedendo al nostro corpo energie che sembrano non bastare mai: momenti che ci mettono alla prova, cambiamenti stressanti.
Uno stress tipico della fine dell’estate, per esempio, è quando la sveglia torna a suonare presto e l’agenda si riempie di nuovo: è il cosiddetto stress da rientro che molte persone sperimentano dopo una lunga pausa, una sensazione di affaticamento e svogliatezza che accompagna il ritorno alla routine.
Un po’ di tensione, in questi momenti, è del tutto normale. Il problema nasce quando lo stress si prolunga e inizia a pesare a lungo termine su energia, umore e concentrazione. In questo articolo vediamo le buone abitudini per ridurlo, e in che modo alcune piante possono aiutare l’organismo a rispondere meglio ai periodi più impegnativi.
Che cos’è lo stress e perché non è sempre un nemico?
Lo stress è la naturale risposta con cui il nostro organismo reagisce a una richiesta dell’ambiente, che si tratti di una scadenza, di un imprevisto o di un cambiamento. Di fronte a uno stimolo percepito come impegnativo, il corpo si attiva: aumentano la vigilanza e la disponibilità di energia, grazie anche al rilascio di ormoni come il cortisolo e l’adrenalina.
In questa forma “acuta” e passeggera, lo stress è un prezioso alleato: ci rende più pronti e reattivi quando serve, per poi lasciare spazio al recupero. Non è quindi lo stress in sé a preoccupare, ma la sua durata: è quando la pressione non si allenta mai che l’equilibrio comincia a incrinarsi.
Quando lo stress diventa un problema?
Se lo stimolo stressante si prolunga nel tempo, l’organismo resta in uno stato di allerta continua e fatica a tornare alla condizione di riposo. È il cosiddetto stress prolungato, che con il passare delle settimane può lasciare il segno.
Tra le manifestazioni più comuni ci sono:
- stanchezza fisica e mentale che non si allevia con il riposo;
- irritabilità e maggiore reattività emotiva;
- cali di attenzione e concentrazione, con la sensazione di essere meno lucidi;
- alterazioni del sonno, dalla difficoltà ad addormentarsi al riposo poco ristoratore;
- variazioni del tono dell’umore e una generale sensazione di essere sempre “giù di corda”.
- stanchezza fisica e mentale che non si allevia con il riposo;
- irritabilità e maggiore reattività emotiva;
- cali di attenzione e concentrazione, con la sensazione di essere meno lucidi;
- alterazioni del sonno, dalla difficoltà ad addormentarsi al riposo poco ristoratore;
- variazioni del tono dell’umore e una generale sensazione di essere sempre “giù di corda”.
Sono segnali da non ignorare, perché rivelano un consumo di risorse superiore al recupero.
Per approfondire: Stress prolungato: quali sono le conseguenze?
Perché il rientro mette alla prova l’organismo?
Alcuni periodi dell’anno sono, per loro natura, più impegnativi di altri. La fine dell’estate è uno di questi. Settembre è il mese dei nuovi inizi: ricominciano il lavoro e la scuola, si riprendono progetti e buoni propositi, si torna a ritmi serrati dopo settimane di relax.
Tutto questo richiede all’organismo di riadattarsi in fretta, spesso mentre deve fare i conti anche con il cambio di stagione.
Non sorprende, quindi, che in questa fase possano comparire cali di energia, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e un umore altalenante. Il corpo è chiamato ad attingere alle proprie riserve psico-fisiche proprio quando la pausa estiva le aveva finalmente ricaricate.
Sostenerlo in modo mirato, in questi giorni, significa aiutarlo ad affrontare meglio il cambiamento.
Non solo stress da rientro
Il rientro dopo l’estate è forse l’esempio più conosciuto, ma non certo l’unico. Nel corso dell’anno, e della vita, si presentano molte altre fasi capaci di mettere sotto pressione corpo e mente.
- Periodi di intensa attività mentale, come una sessione di esami per gli studenti o scadenze stringenti per i lavoratori: settimane intere in cui memoria e concentrazione sono sollecitate al massimo, e il riposo finisce in secondo piano.
- Grandi e piccoli cambiamenti, da un trasloco a un nuovo lavoro, ma anche un cambio routine improvviso o gli effetti del cambio stagione, che spesso richiedono energie e capacità di adattamento fuori dall’ordinario.
- Fasi di vita delicate, correlate alla salute personale o al doversi prendere cura di una persona cara. Qui la stanchezza fisica si intreccia con quella emotiva.
In situazioni così diverse il filo conduttore resta lo stesso: l’organismo è chiamato a dare di più, spesso a lungo.
Ridurre lo stress: le buone abitudini quotidiane
- Dormire a sufficienza, mantenendo orari regolari: è durante il sonno che corpo e mente si rigenerano.
- Praticare attività fisica regolare, anche moderata, per scaricare la tensione: ancora meglio se a contatto con la natura.
- Ritagliarsi ogni giorno piccole pause reali, dedicando qualche minuto alla respirazione profonda o a un’attività che troviamo rilassante, possibilmente lontano dagli stimoli degli schermi.
- Coltivare le relazioni e gli interessi che fanno stare bene.
- In caso di stress da rientro, affrontarlo il più possibile con gradualità, senza pretendere di riuscire a fare tutto subito.
- Imparare a organizzare gli impegni per priorità, suddividendo gli obiettivi più grandi in piccoli passi gestibili.
- Coltivare le relazioni e gli interessi che fanno stare bene.
- In caso di stress da rientro, affrontarlo il più possibile con gradualità, senza pretendere di riuscire a fare tutto subito.
- Imparare a organizzare gli impegni per priorità, suddividendo gli obiettivi più grandi in piccoli passi gestibili.
- Chiedere aiuto e condividere il carico quando serve, senza pensare di dover fare tutto da soli.
- Seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, che dà l’energia giusta per affrontare la giornata senza appesantire.
Le piante adattogene: un aiuto prezioso dalla natura
Quando le buone abitudini non bastano, o quando il periodo è particolarmente intenso, la natura offre un supporto interessante: le piante tonico-adattogene, vegetali capaci di aiutare l’organismo ad adattarsi alle situazioni di stress. Tra le più conosciute c’è la Rodiola rosea.
La Rodiola rosea
La Rodiola rosea è una pianta originaria delle regioni fredde e impervie della Siberia, dove cresce in condizioni ambientali estreme. È proprio questa straordinaria capacità di sopravvivere e prosperare nelle difficoltà a renderla una radice preziosa: contiene infatti sostanze in grado di attivare i sistemi di adattamento dell’organismo.
Grazie alla sua azione tonico-adattogena, la Rodiola rosea è utile in caso di stanchezza fisica e mentale e contribuisce il normale tono dell’umore. Questa pianta è nota per favorire la resistenza agli stress, sostenendo le risorse psico-fisiche proprio nei periodi in cui sono più sollecitate.
Per approfondire: Rhodiola rosea L.: la pianta che ti aiuta ad abbassare lo stress
È utile sapere che… Ciò che fa la differenza è la qualità della materia prima. Un estratto ottenuto da radici raccolte nel loro momento balsamico garantisce una concentrazione massima di principi attivi.
Eliminare del tutto lo stress è impossibile, e nemmeno auspicabile. Imparare a riconoscerlo e gestirlo, affidandosi quando serve all’aiuto di un supporto naturale mirato, è il segreto per mantenere benessere e serenità a lungo termine.